Ovidio e la cosmetica antica - Medicamina Faciei - ZIP Rivista Letteraria per i Giovani

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Ovidio e la cosmetica antica - Medicamina Faciei


Medicamina faciei - Trucchi per il viso

Ovidio: antichi segreti di bellezza

di Laura Micale



Make-up for us!
Il beauty è la prima cosa che si prepara quando si parte per le vacanze: naturalmente enorme, con specchio, rigido, con tanti cassettini e taschette dalle quali viene fuori ogni genere di prodotto! Ma andiamo per ordine: Fondotinta, coprente, naturale, dai riflessi dorati; tamponcini o spugnette, morbidi e soffici per spalmarlo a regola d’arte, magari a forma di cuoricino o stellina; eye-liner nera per il contorno esterno superiore degli occhi, eye-liner pencil kajal per il contorno interno, eye-pencil esterna possibilmente glitterata; mascara super allungante per ciglia sempre perfette; piega ciglia; eye-pencil per sopracciglia, per accompagnarne il tratteggio e delinearle; pinzetta per correggerle; ombretto chiaro di base, ombretti dai colori più vivi e scuri per le sfumature; profumi, fard, cipria, polvere di stelle e naturalmente rossetto e/o lucida labbra! Spazzole, pettini e piastre; Shampoo, balsamo, bagnoschiuma al ginseng o al guaranà; Creme, oli, antirughe, doposole, tonico, struccante; spazzolino e dentifricio; taglia unghia, lima e forbicine; ah! non dimentichiamo la ceretta e la tinta per le lunghe permanenze!
Quante cose! Un uomo si metterebbe le mani ai capelli e fuggirebbe alla vista di tanti prodotti, pensando che il volto di cui è innamorato è tutto una maschera! Dargli torto? Come consiglia P.Ovidio Nasone sarebbe bene presentarsi dalla propria donna al mattino, al risveglio, perché la cosmesi non deve essere confusa con l’inganno, con l’infamia ma  deve essere complemento di bellezza, pulizia e cura del proprio corpo.

Medicamina faciei femineae! – cosmetici per il viso femminile –

A pari merito, il beauty di una donna latina doveva essere un cofanetto di legno ricoperto di piastre cesellate d’avorio nel cui interno dovevano trovarsi: uno specchio di bronzo ben levigato; anforette in vetro, terracotta e alabastro con dentro creme, oli, profumi e unguenti d’oriente con le spatoline d’argento per spalmare le creme, le maschere di bellezza e il fondotinta, quest’ultimo fatto di un leggero strato di miele con l’aggiunta di sostanze grasse e un po' di biacca, un pigmento bianco che serve a conferire luminosità al volto;  come fard dei pigmenti rossi per dare un colorito roseo ; polvere di ematite per dare una particolare lucentezza; uno stilo di carbone per delineare contorno occhi e sopracciglia da combinare con inchiostro di seppia, antimonio o datteri arrostiti usati anche per creare nei finti che, a seconda della posizione, lanciano messaggi diversi; cenere per ombreggiare e sfumare le palpebre; rossetto dai colori più vari, ottenuto dal minio o dal cinabro; pettini d’avorio e ferri arroventati sui bracieri per delineare i ricci; paste depilatorie a base di solfuri minerali, olio, resine, e sostanze caustiche, rasoi, pinzette; crema a base di bicarbonato di sodio per pulire e sbiancare i denti; lima, coltellini e tenagliette d'argento per sistemare le unghia; speciali misture per colorare i capelli: biondi, rossi o neri. Per quest’ultimi bisognava mescolare grasso di pecora e antimonio (esistevano anche colorazioni azzurre e arancioni ma le usavano solo le donne di poca virtù); lenticchie in caso di macchie per il viso.
Dal mondo latino ci giunge un piccolo libello, sempre del nostro Ovidio, intitolato “Medicamina faciei femineae” e indirizzato alle donne romane, che contiene numerosi consigli per curare la bellezza femminile e ci svela i segreti per essere delle donne perfette, ieri e oggi, curate e pulite, senza rischiare di portare addosso una maschera!
Per una pelle del viso splendente: sgusciare dell'orzo, possibilmente proveniente dalla Libia, e lavarlo. Immergere in dieci uova una quantità di veccia pari all'orzo, che non deve superare le due libbre. Far asciugare la mistura all'aria aperta, macinarla insieme a qualche corno di cervo e setacciarla. Aggiungere dodici bulbi di narciso lavati, ridotti in polvere in un mortaio, due once di gomma con farina di frumento toscano e nove porzioni di miele.
Oppure: Tostare sei libbre di lupini friggere insieme sei libbre di fave. Schiacciare il tutto in macine di e aggiungere biacca, schiuma di nitro rosso e del gladiolo. Far lavorare il composto da giovani schiave, dalle braccia vigorose: il tutto non deve pesare più di un'oncia.
Per far sparire le macchie della pelle: metà di un'oncia di alghe, prese dal nido di uccelli marini, con biondo miele dell'Attica.
Per una pelle del viso liscia e odorosa: Mescolare l'incenso al nitro, circa un terzo di libbra, ed aggiungere un quarto di libbra di gomma e un dadetto di mirra grassa. Tritare il composto e diluirlo col miele, mirra odorosa , finocchio ed un pugno di rose secche. Aggiungere incenso maschile e sale di ammoniaca. Versare sul tutto una mucillagine d'orzo.
Per una pelle del viso delicata: Stemperare (sciogliere) nell'acqua fredda dei papaveri. Una volta ridotti in crema, spalmare sulle guance.
Ecco che la cosmetica è la scienza del cosmo delle donne, finalizzata all’esaltazione e conservazione della bellezza, dell’eleganza e della raffinatezza della donna, dove l’ars faciem dissimulata iuvat, nel senso che la cosmetica deve essere culto della salute del corpo e non narcisistica cura finalizzata alla seduzione, per non cadere nella perdita dell’eleganza e nell’esasperazione dei costumi.
Un monito che sicuramente oggi, a distanza di duemila anni, serve molto! Oggi, peraltro, la meticolosa cura della bellezza non è solo un fatto da donne, anzi prende sempre più piede tra gli uomini, disposti anche a plastiche per sfoggiare un fisico scolpito! La rete e i mezzi di comunicazione falsano la forma mentis della donna e dell’uomo odierni, suggerendo modelli spesso lascivi e poco raccomandabili che rendono necessario richiamare alla sobrietà della vita. A questo punto perché non provare le ricette di bellezza di Ovidio? Sono naturali! Chi non conosce l’effetto tonico dell’acqua di rose?


 
 
 
 
 
 
 
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